Un altro eroe umile di questa italia DI MERDA (dal 1922 a OGGI)
EROI dimenticati
(Come Guglielmo Cornaviera, come Vincenzo Lo Zito. Ma quest'ultimo vive ancora ...(male).)
“EI vìvar dei Finàti” (poesie), “Beato tì…” (poesie), “Tèra mia” (antologia poetica) e varie altre raccolte di poesie.
Nel poemetto che qui pubblichiamo, Lisa ha voluto ricordare con orgoglio e riconoscenza un compaesano: Europeo
Montagner (Rupèo), del quale rischiavamo di dimenticarci. Al contrario vogliamo “far memoria”, incontrando idealmente queste due personalità per molti aspetti ancora attuali e portatrici di messaggi importanti.
La prima edizione de “La Balata de Girifalco”, in poche copie non corrette, è uscita nel 1984, nel quarantesimo della
morte di Rupèo; la seconda nel 1988, rivista e firmata dall’autrice stessa. Dobbiamo a Don Primo Zanatta, parroco di
Croce, la riscoperta di questo testo, che presentiamo nella forma fedele dell’edizione del 1988. Anche in questa breve opera
in poesia, Lisa è in simbiosi con il dialetto, lingua parlata dalla maggior parte della sua gente, quindi non ci è sembrato necessario aggiungere una traduzione in lingua italiana. La sua poesia è inserita nella storia contadina, nella cultura rurale, nelle tradizioni condivise e, attraverso il dialetto, si lega alla realtà vissuta e la rivela; non poteva, perciò, tacere le lotte e le speranze di quei contadini cui anche Rupèo diede voce, sia pure in modo diverso.
A quarant’anni dalla morte la figura di Europeo Montagner rivive, come protagonista di una vicenda nella quale agì in difesa dei diritti dei contadini, pagando a caro prezzo il suo senso di giustizia. Rupèo nasce l’11 ottobre 1896 a Musile di Piave (Ve).
Alla maggiore età assolve il servizio militare nel 73° Reggimento Fanteria.
Si sposa con Augusta Furlanetto dalla quale ha tre figlie: Maria Anna, Luisa Vittoria e Clara Natalina.
Il 27 settembre 1919 viene assunto come impiegato al Comune di Musile di Piave, dal Commissario prefettizio Dott. Vincenzo Janna. Per lavoro, Europeo prende visione di tutti i documenti del Comune di Musile portati all’attenzione del podestà; in particolare presta attenzione ad un plico proveniente dal Banco di Torino che contiene l’esito di diverse pratiche di prestito agrario, fatto a contadini musilesi nel quadro della riforma agraria, seguita al grosso intervento della “grande bonifica”, attuata tra il 1920 e il 1935, con oltre 58.000 ettari di terreno recuperato alle acque nei territori del sandonatese
e del portogruarese (Legge Serpieri n° 3255 del 23 dicembre 1923).
Il Banco di Torino, protetto dal Governo fascista, approfitta delle terre bonificate per farne una speculazione.
Propone dei mutui per l’acquisto dei terreni, soprattutto per quelli recuperati all’acqua e alla barena. I contadini vi aderiscono con l’entusiasmo di chi vede la possibilità di realizzare il sogno di diventare proprietario della terra che lavora; firmano spesso con una croce dei contratti “capestro”. I tassi d’interesse diventano così onerosi che i contadini, non potendo sostenere le rate di pagamento, sono costretti a restituire le terre. Rupèo, impiegato e scrivano di tanti di questi contratti con il Banco di Torino, denuncia questa speculazione e tenta di salvare molti concittadini dalla rovina, informandoli della situazione di cui sono vittime predestinate. La risposta delle autorità e dei dirigenti non tarda: rappresaglie degli squadristi locali, sospensione dall’impiego e infine il confino nel comune di Girifalco, nel cuore della lontana Calabria.
Rupèo rientra a Musile, solo per motivi di salute, debilitato e in difficoltà economiche; la sua comunità sembra fredda e distaccata nei suoi confronti o forse non conosce la dinamica dei fatti. Pur riprendendo il lavoro in Comune, continua ad essere minacciato, viene messo in difficoltà e viene contestata la sua abilità professionale, nonostante i vent’anni di servizio scrupoloso, la frequenza di un corso di statistica a Padova e la Laurea conseguita alla Facoltà di Economia e Commercio di Bari. Con una "deliberazione" del podestà Luigi Fadalti e con un certificato del Dott. Filippo Rizzola, Rupèo viene collocato in
aspettativa per motivi di salute e, a soli 48 anni, muore il 6 novembre 1944.
Lisa Davanzo con la sua “La Balata de Girifalco”, ci aiuta a ritrovare la memoria di questo cittadino dai principi morali integerrimi, capace di difendere i più deboli contro i soprusi dei potenti. Con questa pubblicazione, rendiamo giustizia, almeno in parte, all’impegno e alla dirittura morale di Europeo Montagner.
di Giancarlo Ruffato, Musile di Piave (Venezia)
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