La canzone del Vajont di T.A.Z. Burroughs (Spinea - Ve)

[Barbaramente e vilmente trucidati
    per leggerezza e cupidigia umana
    attendono invano «Giustizia»
    per l'infame colpa (Eccidio premeditato)] ...

Un giro di tre note ciclico, sinuoso, elementare. 
Memoria 'dal basso' ...bio-logicaMente compatibile.

                          « 'a cansón del Vajont »

(Il mio adattamento, per i "non veneti")

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Adesso fa parlare i morti, non i tuoi divi

con registi diversi: tanto son vuoti, i teatri.
          Sono tempi in cui Cortina attira la gente

e piena di SUV è l'Alemagna [la S.S. 51].

Una volta c'era questo monte "marcio"

e
duemila croci, nel cimitero di Fortogna.

[Piccola mia] ti cerco ogni notte col pensiero.

Sento le tue unghie nella terra, che scavano

e so che la tua anima mi ascolta.

E penso a me, che non ho la forza;

mi rendo conto che non esisti più,

e che io sono spezzato, "dentro".

Mi sento ancora più solo

anche se tutti
[oggi] ne parlano...

Vogliono 'portarci a casa il sole',

ma è un sole che non
[ci] scalda.

Non ho paura dei sogni, delle voci, della sere,

perché tornerà una quiete, travestita da neve,

a imbiancare il campanile della pieve.

E' da allora, che non alzo più lo sguardo:

scusa se bestemmio, Dio, ma non mi resta altro!

Perché è sempre
in questo luogo la mia bimba...

Come
la MAFIA che l'ha uccisa, e che da allora NON SI E' MOSSA.

E non m'importa niente delle parole,
delle tue [ipocrite] Leggi,

o di questa
[nuova] casa, che odora di calce.

Io non volevo che succedesse,

[proprio] come la signora Merlin Costantina.

Se ne andrà
[anche] l'ultimo "visitatore commosso".

Ma non se ne andrà questa diga,

perché «l'ultimo che piange»... non è con noi,

è là sotto
[terra], che URLA ancora.

Perché in Italia, dove NESSUNO e niente si muove,

anche una diga, se ne sta «al suo posto».

E
[per la Verità] non si attiva il prete, che continua a lucidare il Cristo;

[dopo gli allarmi] non si muovono neanche i "benpensanti" [e i giudici].

E nemmeno
[più] crolla, la diga del Vajont,

... perché
[oggi] la tien su IL DISGUSTO.

    ... [Barbaramente e vilmente trucidati
    per leggerezza e cupidigia umana
    attendono invano «Giustizia»
    per l'infame colpa (Eccidio premeditato)] ...


        
... [Barbaramente e vilmente trucidati
        per leggerezza e cupidigia umana
        attendono invano «Giustizia»
        per l'infame colpa (Eccidio premeditato)] ...

Non sono all'altezza di parlare di questa storia, io:

sono una persona estranea, forestiera, ...
e 'senza memoria'.

[Ma,] al di là di ogni perdono:

i fatti del Vajont
mi fanno vergognare di essere un uomo.

Un uomo? Cos'è poi l'«Uomo»?

Quale
[altra] belva, per interesse, massacra e oltraggia i suoi simili?

Duemila speranze, ... duemila esistenze.

Duemila presenze, ... interrate come semi.

Non entro nel merito. Tanto, tutti san già tutto;

tutto è
stato scritto, e tutto è stato detto.

Inutile signori, nascondersi dietro un dito:

nemmeno coll'acido fai sparire questo luridume...

Almeno per quello che ci rimane
[ancora] di bello e salvabile,

una cosa dobbiamo fare: MAI DIMENTICARE!

  ... [1 Io porto il dolore dentro a case che non ci sono più...
  mi ritiro dietro finestre che non hanno senso ...
  prendo la chiave di porte che non aprono mai ...
    
... [2 Barbaramente e vilmente trucidati
    per leggerezza e cupidigia umana
    attendono invano «Giustizia»
    per l'infame colpa (Eccidio premeditato)] ...


Parlare del Vajont come "disastro"?

ne trovo il bandolo partendo dal film.

E dico che il problema più grosso

non è una diga costruita nel posto sbagliato...

Non è lo scoprire che quei BASTARDI sapevano

[da 4 anni] i rischi che si prendevano,

... ma se ne sono [lo stesso] fregati.

Voglio parlare di una questione chiamata "Energia"

e dell'Uomo, che ne è il creatore e schiavo.

Proprio questa sua impotenza - in apparenza 'vera' -

ha fatto sì che si sia compiuto

l'ECCIDIO, quella
sera del 9 ottobre '63.

Sotto gli occhi di tutto il mondo proprio là, subito,

[quella gente] ha pagato il prezzo di quel "PROGRE$$O"

Porto immenso rispetto e tristezza

per tutta la gente che ha subìto quell'immenso torto

... ma posso solo stare in silenzio.

Penso anche che bisogna, ed urge, ricordare

che in questa assurdità

ci siamo tutti dentro fino al collo. Ancora adesso.

Dopo quel precedente,

l'uomo si è ancora più piegato

[di fronte ] a questa energia artificiale

tanto da non credere più

nell'Autonomia delle sue braccia e le sue gambe.

Si è reso dipendente delle macchine.

Macchine. Più si espande il 'mercato',

e più [i MAFIOSI] esigono che l'ambiente

*contro_Natura* venga violentato:

«Opere Grandi», che fanno paura.

[Nel cielo] Sopra le nostre teste

vorremmo
[goderci] ancora le stelle, e ancora la luna.

Ma è sempre attività, ad ogni ora;

guardali, i nostri bei quartieri illuminati:

sono fatti come dei cimiteri.

Perché, secondo te son tutte in fila, omologate e uguali

le case che ci circondano?

E mi viene in mente QUELLA DIGA ...

E MI VIENE IN MENTE
QUELL'ONDA


... [Barbaramente e vilmente trucidati
per leggerezza e cupidigia umana
attendono invano «Giustizia»
per l'infame colpa (Eccidio premeditato)] ...

Commento:
                    bellissima canzone. Ma questa NON è "solo" una canzone, né è solo una delle "canzoni del Vajont". Occorre ascoltarla più volte, a lungo. La sua caratteristica principale, a mio avviso, è che "non stufa", si rinnova ad ogni ascolto. Fantastico.
Questa è il vero INNO NAZIONALE italiano, molto più e molto meglio dello stantìo Mameli, ancora fermo all'albertino "siam pronti alla morte" e al  "fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi". In questa orazione civile siamo tutti UNITI, i vivi e i (già) morti.
Chiunque soffre e attenda "invano «Giustizia» per un torto subìto.

Quelli della strage mafiosa del Vajont, certamente. 
- Ma se la ascolti due o tre volte, ti racconta anche di ogni altro 'morto sul lavoro': i vajontini interrati e OGGI scempiati per sempre dalla giunta De Cesero, a Fortogna di Longarone nel 2004, sono centinaia di precari morti tutti nel compimento del loro lavoro: il loro lavoro di cittadini, di contribuenti. 
500 di essi avevano da meno di 15 anni a poche ore di vita: e sono tutti dei "morti di guerra" - di un Paese in tempo di pace e di sviluppo convulso - e a 15 anni dalla fine di una guerra vera e disastrosa, voluta da una folle canaglia. E di cui questa diga è un retaggio al pari delle grosse bombe inesplose che ogni tanto riaffiorano (una in questi giorni, in centro Verona). La "bomba" esplosa poi al Vajont era solo fatta di fango e rocce.
- TAZ ti evoca anche tutte le stragi impunite d'Italia: da Portella della Ginestra, a Ustica, la strage di Bologna, e l'Italicus.
- Ma anche tutti gli altri "morti di mafia": da servitori dello Stato come Falcone, Borsellino e prima di loro Dalla Chiesa, o dei semplici cittadini e imprenditori coraggiosi come Libero Grassi, ascoltala BENE.
- Ci sono (ci siamo?) tutti i morti per 'leggerezza' (incoscienza) umana, come le stragi nel Canale di Sicilia, come le cosiddette "morti del sabato sera";
- tutti i morti annunciati per 'cupidigia' umana: morti per droga, o conseguenze di psicofarmaci; morti per affollamento e panico in discoteche o stadi;
- i morti della "Casa dello studente" per troppa sabbia "al posto del cemento" a L'Aquila; i morti per mesotelioma, i tumori di Taranto e Bagnoli, e tutte le Thyssen-Krupp;
- tutte le Pomigliano d'Italia, e le morti per 'esplosioni di bombola' perché un disperato rimasto senza lavoro e sommerso dai debiti ha voluto togliersi la vita per la "sua" solitudine, ma trascinando con sè il resto del condominio;
- tutti i 'morti ferroviari' e passeggeri d'aereo per incuria, o mancate manutenzioni; le forze dell'ordine e i vigili del fuoco e soccorritori messi a rischio dai tagli di governo.
Le parole hanno un loro peso: "vilmente e barbaramente trucidati" (non solo in senso fisico) descrive tutti i morti insomma "per leggerezza e cupidigia umana": criminale e di scelte politiche scellerate, e l'una non esclude l'altra. Morti reali, e potenziali (le "morti sociali"), tutte le dignità cancellate. 
Quindi, tutti noi e i nostri cari.

È un pugno nello stomaco, con dentro al pugno una carezza dolcissima ed uno strazio immane. Insomma, per me un capolavoro. Triste magari, certamente efferato come i crimini che evoca, ma non per questo meno capolavoro. Così come è indubbiamente un capolavoro, nel suo genere, la diga maledetta del Vajont, il più famoso e sconosciuto, e cruento abuso edilizio al mondo...
La storia di questo progetto è tutta (tutta!) un abuso, una menzogna, una follia e un segreto finalizzato al lucro e alle carriere, fin dall'inizio. E un crimine che continua tuttora, a qualsiasi prezzo. Ha fatto scuola. Quindi, tutto quello che riporta alla realtà delle cose e dei crimini, e che ne fa discussione e insegnamento concreto è 'bene', il "Bene PUBBLICO" nell'accezione e valore più alti, dimenticati come i morti di MAFIA del "Grande Vajont". Che dire altro?

Questa 'canzone' in fondo, è una preghiera laica, una protesta e un impegno, una denuncia e un rimorso. E ha il potere di commuovere, e potentemente. A me che non c'entro nulla di nulla, col Vajont, causa lacrime. Quindi, io dico che funziona. Figuriamoci a chi soffre per aver avuto morti in famiglia...
Ma credo (e sottolineo "credo") che sia in qualche misura anche un conforto, per loro.
 
I ragazzi di T.A.Z., dicono sulla loro pagina web di FaceBook di spacciare 'rapetilico'. Sarà. 
Ma come (pochi) altri hanno invece qui prodotto, dalle loro emozioni, altra emozione e vicinanza. Testimonianza e rispetto. Dolore e rabbia, attenzione e progetto. Mi richiamano alla mente la rappresentazione teatrale di "Memoria di classe" dell'attore Maurizio Donadoni (rappresentazione teatrale/denuncia civile a più voci). Memoria ed esorcismo di un luridume che ci sporca tutti, e non può essere (più) TACIUTO e MISTIFICATO. 
Per poter poi riconoscere, già a naso, tutti i luridumi 'non segnalati' che ci opprimono quotidianamente.

Nell'attesa di poterli conoscere e ringraziare adeguatamente, offro a me stesso una riflessione che è insieme un'utopia: io auguro a queste quiete, taglienti note, una diffusione e popolarità quanto quelle di "(I'm dreaming a) White Christmas" di Bing Crosby, o di una "Oh bella ciao". Nel mio piccolissimo, so che lo meritano alla grande.

La prima parte del testo - in dialetto veneto della "bassa veneziana" - ha conseguito il primo premio al concorso letterario di poesia dialettale "Lisa Davanzo" di S. Donà di Piave (Ve), consegnato il 13 settembre 2009. Il tema del Vajont evidentemente "porta fortuna" nel ramo artistico, coinvolge: i 4 ragazzi di Heavenly Lane - gruppo 'rock' di Fagagna (UD) - vinsero a sorpresa e sorprendendo anch'essi (io c'ero) una manifestazione musicale internazionale per giovani talenti tenutasi in quel di Udine colla loro "Vajont". Ed erano letteralmente gli "ultimi arrivati", nel senso che la lista dei partecipanti era già consolidata e la manifestazione ("Ascoltami - Voci a NordEst") era in procinto di partire. 
Ma la vicinanza geografica, e la loro disponibilità a esibirsi in poche ore compirono il miracolo.
Al resto, pensò poi il pubblico in sala colla sua valutazione e voto, scritto su apposita scheda fornita dall'organizzatore Alberto Zeppieri. Assicuro che c'erano parecchi giovani talenti e pezzi di pregio, e andò così. 
Come da termini di concorso, il CD dei finalisti che conservo e destinato al circuito delle radio private e delle organizzazioni culturali/musicali previste, aveva (ed ha) la loro "Vajont" come prima traccia audio.
Un'altra 'coincidenza' tra queste due canzoni è rappresentata dalla evocazione delle "gocce d'acqua" dopo l'onda, che stillano dalle rocce. Heavenly Lane le simula colla chitarra elettrica, T.A.Z. usa invece una traccia audio reverberata, che fa quasi da metronomo durante tutta la canzone. Per esplodere nel silenzio del finale.

Tiziano Dal Farra, Udine, ricercatore "Vajont" e 'Cittadino della Memoria'.

La pagina T.A.Z. nel mio archivio Vajont principale. Il sito si chiama oggi Vajont.info 

Un filmato (foto VV.FF., 1963) che ho tratto da questo brano

......................

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2009/10/05/motivazioni-della-sentenza/

 

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