2009: Fondi, Latina, Longarone. Tre Comuni da sciogliere per mafia.

2009: Fondi, Latina, Longarone. Tre Comuni da sciogliere per mafia.

Riflessioni su un tema che ho trovato qui:

========= mia risposta ==================

Ciao Piero & Davide, e resto d'italia.

Il potere mafioso, o come dice Saviano, il "Sistema", ha molte facce. In estrema sintesi, la ragione di questo stato di cose risale all'insediarsi del fascismo in Italia (scritta grande). Un cancro che è stato imitato poi in altre parti del mondo. Il duce canaglia è morto, ma tutti i sostenitori (industria, banche, vaticano) NO.
 
Così come rimasero tutti al loro posto dopo l'amnistia Togliatti del '46, impuniti e immuni metà di Esercito, Magistratura, Polizia, Prefetti, Istruzione ed Enti pubblici eccetera, messi in quei posti chiave direttamente dal duce o lì restati perché i singoli "servitori dello Stato" aderirono di propria volontà alla "causa".

Tutta la parte migliore del 'Paese Italia' dovette andarsene, colle buone (emigrazione, esilio) o colle cattive (confino, uccisione, deportazione) lasciando spazio - e beni materiali - alla marmaglia, alla mercè della potente e collusa parte peggiore (ma minoranza numerica) del Paese.
 
Brains
  
Viene infine la Liberazione, e con sè porta il diritto (teorico) allo 'Stato di diritto'. 
Ma il principale Diritto, quello alla Giustizia nel senso più alto del termine, viene però negato da subito: tutta la Marmaglia palla al piede del Paese rimane al suo posto. L'amnistia targata Togliatti e VOLUTA dagli Alleati in funzione anti-Stalin non permise che si procedesse - come fu fatto in Francia e in Germania - a una "Norimberga italiana" che facesse pulizia radicale della marmaglia, che ne mondasse la Nazione. Restituendo, magari, a cittadini dissenzienti e ai cittadini partigiani e loro famiglie cacciati via da fascio & simpatizzanti le loro case e beni, mobili e immobili. Così non fu, anzi. 
Questo "spartiacque", questo legalizzare nei fatti la rapina da parte di organi dello Stato, fu la prima e la più grave LEZIONE DI IMPUNITA' impartita al popolo italiano nella 'nuova Repubblica' (anti-fascista?).

Una seconda enorme lezione di mafia e di impunità - intese come modalità di governo del Paese e delle Istituzioni - venne data dalla strage mafiosa del Vajont, erroneamente (appunto, mafiosamente) spacciata per "disastro naturale" fin dal giorno dell'eccidio premeditato. Piccola pausa.
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Ricordate?? E' bene ripeterlo: metà di Esercito, Magistratura, Polizia, Prefetti, Istruzione ed Enti pubblici hanno giurato fedeltà a Mussolini e ne hanno tratto enormi benefici. Arriva la Repubblica e tutta 'sta gente, invece di ritrovarsi povera in canna e in galera (o espulsi dal Paese, 'nudi') e i loro beni restituiti ai legittimi proprietari o incamerati dallo "Stato di diritto"... rimane padrona legittimata del malloppo accumulato e sulle vittime di tutto questo (comunisti, partigiani, eccetera) viene consumata la fredda vendetta. Tutta questa gente non serve più: occorre "guardare avanti" per non riconoscere l'ingiustizia. Occorre "dimenticare gli odi e le divisioni", nel senso che tra accoltellato (per rapina) e accoltellatore ... torni l'amicizia. OK, magari: ma che l'accoltellatore restituisca il maltolto e almeno chieda scusa. Attaccati al tram, coglione: così accadde al tempo. Così accade oggi coi condoni e gli "scudi fiscali". Fine pausa.
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Tutto il progetto "Grande Vajont" è una rapina organizzata e premeditata lungamente, fin dal suo embrione. Non sto qui a svolgere il tema: altri lo hanno fatto molto meglio di me (cfr. www.vajont.info/libri.html), ed è Storia ormai. Ma è estremamente attuale e occorrerebbe conoscerlo e studiarlo a fondo. Il Vajont è la metafora d'Italia, di quell'Italia "che fa schifo, espressa al suo massimo". Proprio come oggi.

In estremissima sintesi: un furfante di successo, e che foraggia dall'esterno un partito canaglia che porterà alla rovina socio-economica una nazione intera, si "presta alla Politica" e produce dall'interno del 'Governo' - in qualità di "eletto" e va da sè, a proprio esclusivo lungimirante tornaconto - delle 'Leggi-vergogna' criminogene. Il capolavoro delle quali, finalizzato al "Grande Vajont". Il ladrone mafioso e miliardario fascista di comodo (è Giovanni Volpi) muore (1947) ma non prima di vedere riconosciuta e legalizzata, da parte dello Stato repubblicano e teoricamente "antagonista" (L. Einaudi) la propria rapina/abuso pluri-pluri-miliardaria. Punto.

E veniamo all'oggi. Fondi, Latina, Longarone e annessi & connessi.
Tutta la marmaglia fasciopositiva legalizzata*, da sessant'anni a questa parte, prospera succhiando il sangue (spesso anche fuor di metafora) dalla parte migliore del Paese. Silenziosamente, efficacemente (es. Giovanni Leone, poi divenuto il più impresentabile - finora - Capo dello $tato). Hanno prosperato, proliferato, consolidato alleanze e parentele, fondato partiti (MSI). Ne hanno distrutti altri (Craxi), minando le basi stesse del "Sistema Italia", compromettendone il futuro e diventando via via Mafia tout court, nella 'democratica' assenza di efficaci contrasti (sinistre: la morte di Berlinguer Enrico è un po' l'8 settembre democratico). Questa gente* è negli Enti pubblici, nei ministeri (talvolta ministro nuovamente!), nei posti chiave come e più che nel "Piano Rinascita" della P2. Non fosse morto G. Volpi, Gelli sarebbe stato un lavapiatti qualsiasi, a confronto, ma tant'è.

Ovvio e direi "naturale" nel senso più atroce del termine, che OGGI, con tutte queste "lezioni" che hanno ammaestrato e ammorbidito (ammorbato, mitridatizzato) l'opinione pubblica, possano essere emersi personaggi di terza categoria come i Papi puttanieri, e la loro corte di nuovi mostri. Mancano (biologicamente) i riferimenti morali e esemplari quotidiani di quei "Valori" che mossero i giovani e meno giovai del '43 a agire per un futuro migliore. L'amnistia del '46 ha insozzato/oltraggiato e sepolto definitivamente - fattualmente - l'idea. Che resta però nella Costituzione. Quando venne scritta, nemmeno un mentecatto avrebbe potuto prevedere che un mentecatto furfante matricolato sarebbe apparso all'orizzonte un giorno alla guida del Paese, e votato da milioni di debosciati acritici o COLLUSI. Ma tant'è.

Una delle prove provate che testimoniano del cancro istituzionale sedimentato, dell'impunità organizzata, del sopruso elevato a Amministrazione e decreto, del fasciopositivismo delle Istituzioni a partire dal vertice, è appunto la discrasìa tra istituzioni. O più precisamente, della "doppia velocità", della doppiezza all'interno delle Istituzioni medesime. Della prevalenza - di comodo, per convenienza, per "tradizioni familiari" o consociative consolidate - della marmaglia rispetto alla parte "migliore e minoritaria" della Nazione.
Un prefetto segnala (e non è poco, credete!!) che un suo Comune è infiltrato dalla mafia. Ma della gente Istituzionale (che ha giurato sulla Costituzione!) rende un nulla, cioè "annulla" questo autorevole allarme. C'è qualcosa che non va. Ma, dicono, "faremo un'altra indagine", tranquilli: ci pensiamo noi. Campa cavallo e spera. E' lo stesso identico comportamento delle "Istituzioni" centrali e periferiche nel caso Vajont. Inerzie, rimpalli burocratico/mafiosi, omissioni clamorose ed omertà distribuite contro ogni evidenza e/o allarme di singole Istituzioni locali hanno portato al bilancio di 2.000 morti innocenti. E all'insediare stabilmente una mafia amministrativa che aspettava solo l'occasione, a Longarone (dicembre '64). Come oggi si prospetta a L'Aquila, con cui NON A CASO la Longarone/cosca in tricolore vorrebbe "affratellarsi" nel senso più masso-P2ista e mafioso del termine "gemell'Aggio". Se dev'essere, sarà.

Fondi e Latina: zone 'create' dal fascio (regime) e quindi da una catastrofe nazionale fascista, e vergogna imperitura nazionale per chi crede nei valori democratici Costituzionali. Le locali amministrazioni sono "debitrici naturali" di quel "Sistema", ne costituiscono gli incubatoi, le generazioni successive. Debbono perpetuarlo, e ci riescono. L'Italia "liberata" non riesce a Liberarsene, il c.d. "Passato che non passa".

Longarone (la "nuova", ricostruita): zona 'creata' a immagine e somiglianza dello stesso 'cancro' che ha distrutto e trucidato l'originale. Quindi simulacro di catastrofe nazionale, retaggio del fascio corporativo monopolistico e vergogna imperitura nazionale. Le locali amministrazioni sono "debitrici naturali" di quel "Sistema". Debbono perpetuarlo, e ci riescono perfettamente.
Il DNA del "Sistema" che muove queste diverse "comunità artificiali" progettate ai tavolini di qualche "consulente governativo" e realizzate da regimi compromessi (ma "eletti democraticamente"!) è perfettamente compatibile col governo del territorio realizzato dalle mafie, solo più atroce. Nel senso che il cittadino non si aspetta, e quando lo scopre ne rimane puntualmente distrutto, che il suo sindaco, assessore, Istituzione in genere risponde nei fatti e nelle omissioni a esigenze contrarie alla stessa vita/serenità, interessi della SUA comunità. Per ragioni di brevità, ma spero di essermi fatto capire, sorvolo su molti altri esempi. 

Davide nella sua lettera si chiede, e "CI" chiede: "Mi viene da pensare che le persone non cambiano cultura e idee se non davanti a episodi catastrofici. Ma è davvero necessario per cambiare toccare il fondo?" La mia opinione, sulla base delle mie esperienze e ricerche, è la seguente. 

Certo, la Storia dell'Umanità insegna che occorre arrivare al fondo delle cose (o catastrofi) per riceverne una scossa sperabilmente positiva. Ogni Impero decade, prima o poi, ma chi ha i soldi prima della "crisi" (lobby mafiose, mafie) ne avrà forse più ancora 'durante' e 'dopo', la "crisi". Sempre la Storia insegna che nella maggior parte delle volte, e molto più della media nel nostro Paese/Chiavica fasciopositivo, le scelte fatte dagli amministratori tendono a preservare le preesistenti 'condizioni mafiose'. Che hanno, come il cane che si morde la coda, posto le condizioni preventive perchè fossero proprio LORO, "quegli" amministratori. 
Cosa resta da fare, allora, al cittadino/comunità vessato/a per incidere nelle scelte e ristabilire l'equilibrio delle Equità?? Il cittadino/associazione/cittadinanza attiva ha la possibilità di rendere specularmente "catastrofica" la conduzione/esistenza di quell'Ente/Istituzione/Amministratore che lo immola puntualmente - spostando carte e promesse nel Tempo e nello Spazio - a interessi Superiori e $conosciuti. 

Vi sono molti modi per farlo, a partire dalle due o tre leggi ancora vigenti e a quei "servitori dello Stato" che ancora mostrano, finchè la biologia o qualche infame condono non avranno il sopravvento. O le "raccolte di firme", o i referendum: emblematici in questo senso quelli per abrogare il finanziamento pubblico ai Partiti e quello per abrogare il nucleare.
Oppure se la scelta si restringe, gli orizzonti prendono riflessi infuocati - anche fuor di metafora - e la parola d'ordine diventa "RI-VOLUZIONE": oggi come allora, non esistono alternative praticabili oltre all'oblìo.
 
O meglio, una ce n'è: li chiamano ironicamente e sublimemente "lodi", ma nulla hanno a che fare col "Bene" e men che mai col "Comune". Ma il nocciolo del problema è aver permesso di eleggere farabutti abituali o per tendenza a legiferare/deliberare per il resto di noi. Come stupirsi allora di Amministrazioni da cancellare e commissariare come i casi che ho citato???

Ma domani è un altro giorno... e io tengo d'occhio L'Aquila:

Un saluto, Tiziano Dal Farra.

 

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